Reggio, la dialisi diventa un’odissea: ore di attesa e nessuna certezza sul trattamento
Dal GOM è stato chiesto ai pazienti di attendere fino alle 21 per poter iniziare il trattamento, con sedute che potrebbero protrarsi fino all'1 di notte
07 Ottobre 2026 - 15:49 | di Redazione

Si complica ulteriormente l’emergenza dialisi a Reggio Calabria. Dopo le criticità dei giorni scorsi, con l’interruzione delle terapie al Centro Dialisi San Giorgio di Pellaro, oggi il quadro al Grande Ospedale Metropolitano appare ancora più delicato.
Secondo quanto riferito dai pazienti e dai loro rappresentanti, ai dializzati sarebbe stato chiesto di attendere fino alle 21 di questa sera per poter iniziare il trattamento, con sedute che potrebbero protrarsi fino all’una di notte. La lunga permanenza, secondo quanto raccolto, sarebbe dovuta alla messa in sicurezza dei malati, che iniziano a presentare livelli di potassio elevati.
Una soluzione che sta provocando forte preoccupazione tra persone già provate da patologie importanti e che, nei giorni scorsi, avevano denunciato proprio l’impossibilità di sostenere turni notturni e lunghi tempi di attesa.
Il rischio di rinviare alcuni pazienti
I posti rene del GOM risultano impegnati dai pazienti già normalmente in carico alla struttura ospedaliera. Soltanto alla fine dei turni già stabiliti potrebbe essere possibile inserire i pazienti provenienti dal circuito territoriale rimasto scoperto dopo lo stop al Centro San Giorgio.
Ma anche l’attesa fino a tarda sera, secondo quanto viene riferito in queste ore, non garantirebbe che tutti possano effettivamente sottoporsi alla dialisi a causa della mancanza, a quell’ora, di personale paramedico.
Il rischio è che i pazienti possano essere costretti ad attendere ulteriormente o a tornare il giorno successivo.
Una prospettiva particolarmente delicata considerando che la dialisi non rappresenta una prestazione differibile senza una valutazione clinica individuale e che si tratta, in molti casi, di pazienti fragili affetti anche da altre patologie.
L’emergenza è iniziata dopo la sospensione dei trattamenti presso il Centro Dialisi San Giorgio di Pellaro, rimasto senza il completamento del percorso di accreditamento.
Il nodo resta quindi il medesimo dei giorni scorsi: garantire una soluzione stabile, territorialmente sostenibile e compatibile con le condizioni di salute dei pazienti, evitando che una terapia indispensabile si trasformi ogni volta in una corsa contro il tempo.
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