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Reggina: due indizi bastano, mister Marchionni individui subito il problema

Dal dominio alle fragilità, serve ritrovare equilibrio e concretezza

Reggina Cantalupa Marco Marchionni ()

Solitamente si dice che tre indizi fanno una prova. Ma nel caso della Reggina, aspettare il terzo potrebbe essere pericoloso. Meglio intervenire subito, prima che due passi falsi si trasformino in qualcosa di più preoccupante.
I numeri raccontano un cambiamento tanto improvviso quanto evidente. Nelle prime sei partite ufficiali della stagione (Coppa Italia compresa), gli amaranto avevano sempre vinto, realizzando 22 reti senza subirne neppure una. Una squadra capace di imporsi sugli avversari, mostrando solidità difensiva, personalità e una notevole facilità nel trovare la via del gol.
Poi, nel giro di appena tre giorni, tutto è cambiato. Due sconfitte consecutive e quattro reti incassate, pur in partite che meritano analisi differenti per andamento, prestazione e occasioni create.

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Sarebbe sbagliato mettere sullo stesso piano la sconfitta di Capaci e quella in Coppa Italia contro l’Igea Virtus. Ma sarebbe altrettanto rischioso limitarsi a sottolineare gli episodi sfavorevoli o le tante opportunità non sfruttate. Qualche problema esiste e va affrontato con decisione.
Non basta che il tecnico Marco Marchionni ribadisca come una squadra forte non possa permettersi di incassare gol con tanta facilità. E neppure sottolineare, come accaduto dopo la gara di Capaci, che quando non si riesce a vincere bisogna avere la lucidità di portare a casa almeno un pareggio.
Sono considerazioni corrette, ma adesso servono soprattutto soluzioni. Perché una squadra costruita per vincere il campionato deve saper gestire anche i momenti di difficoltà, senza perdere compattezza ed equilibrio.
L’aspetto che maggiormente preoccupa è proprio questo: la Reggina sembra aver smarrito improvvisamente quella solidità che aveva rappresentato uno dei suoi principali punti di forza.

Domenica arriva la Vibonese, vietato sbagliare

Il calendario non concede tempo per ulteriori riflessioni. Domenica al Granillo arriverà la Vibonese, una delle formazioni più in forma del momento, attualmente seconda in classifica e distante appena due punti dagli amaranto.
Una sfida che assume inevitabilmente un peso particolare, non soltanto per la classifica, ma soprattutto per la necessità di fornire una risposta convincente dopo le ultime due sconfitte.
È facile immaginare che già da oggi, nel chiuso del centro sportivo Sant’Agata, si inizi ad analizzare quanto accaduto. Sarà fondamentale che tutti siano disponibili a mettersi in discussione, allenatore compreso, per individuare gli errori e correggerli prima del prossimo impegno.
L’organico è forte, su questo ci sono pochi dubbi. Carattere e personalità sono qualità che questa squadra ha già dimostrato di possedere e non possono essere scomparse nel giro di pochi giorni.
Resta, però, una questione che accompagna gli amaranto da tempo: la scarsa incisività degli attaccanti. Un limite già evidenziato nelle precedenti settimane, ma che fino a sabato scorso era stato mascherato dalla capacità della squadra di trovare il gol attraverso altre soluzioni.
Adesso che anche quei meccanismi sembrano essersi inceppati, il problema emerge con maggiore evidenza.
La Reggina deve ritrovare rapidamente certezze, equilibrio e concretezza. Non serve rivoluzionare tutto, ma capire cosa abbia provocato questa improvvisa inversione di tendenza.
Tornare alla squadra delle prime sei partite è possibile. Farlo subito, prima della sfida con la Vibonese, è necessario. Anzi, indispensabile.

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