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Reggio, mai più spettatori davanti ai femminicidi: il Comune potrà costituirsi parte civile nei processi

Approvato l'atto di indirizzo presentato dalla consigliera De Blasio. Il sindaco Cannizzaro: “Una presa di posizione chiara e netta"

consiglio comunale reggio calabria ()

Il Comune di Reggio Calabria potrà costituirsi parte civile nei procedimenti penali per femminicidio, affiancando anche nelle aule di giustizia le famiglie delle vittime. È questo il significato dell’atto di indirizzo approvato all’unanimità dal Consiglio comunale, riunito ieri, martedì 27 ottobre, nell’aula Battaglia di Palazzo San Giorgio.

Un provvedimento dal forte valore istituzionale e politico, che ha trovato il sostegno di maggioranza e opposizione. A presentare la proposta è stata la consigliera Daniela De Blasio, presidente dell’ottava commissione consiliare e prima firmataria dell’iniziativa.

L’obiettivo è quello di consentire all’amministrazione comunale di assumere un ruolo attivo nei procedimenti giudiziari per femminicidio, nei casi in cui ne ricorrano i presupposti, attraverso la costituzione di parte civile.

Non soltanto una manifestazione di solidarietà, dunque, ma la volontà di dotare l’ente di uno strumento giuridico per intervenire concretamente al fianco delle vittime e delle loro famiglie.

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Femminicidio, il Comune potrà costituirsi parte civile: la base giuridica

L’atto approvato dall’aula Battaglia nasce dal lavoro dell’ottava commissione consiliare, che aveva già espresso all’unanimità il proprio parere favorevole alla proposta.

La relazione tecnica è stata affidata all’Avvocatura civica, che ha riconosciuto l’ammissibilità giuridica dell’indirizzo.

A sostegno dell’iniziativa viene richiamato anche l’articolo 2 dello Statuto comunale, che individua tra le finalità dell’ente la tutela e la promozione della persona contro ogni forma di sopraffazione e violenza.

Durante la presentazione del provvedimento, la dirigente dell’Avvocatura civica ha chiarito:

“La giurisprudenza attualmente vigente riconosce all’ente locale la possibilità di costituirsi parte civile per i reati di femminicidio. Naturalmente si deve trattare di reati che si sono consumati sul territorio locale”.

Il provvedimento si inserisce nel quadro normativo nazionale rafforzato dalla legge 181 del 2 dicembre 2025, che ha introdotto nell’ordinamento italiano il reato autonomo di femminicidio attraverso l’articolo 577-bis del Codice penale.

L’approvazione dell’atto non comporta una costituzione automatica del Comune in ogni procedimento: l’amministrazione dovrà valutare i singoli casi e verificare la sussistenza dei presupposti giuridici.

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De Blasio: “Il Comune non sarà più un soggetto che osserva da lontano”

È la presidente dell’ottava commissione, Daniela De Blasio, a sottolineare il significato politico e sociale della decisione assunta dal Consiglio comunale.

“Il Comune non sarà più un soggetto che osserva da lontano, ma sarà veramente accanto alle donne vittime di violenza, sarà a fianco delle famiglie, nelle aule di giustizia e sarà letteralmente alla parte giusta della storia”.

Parole che esprimono la volontà di rafforzare il ruolo dell’istituzione comunale nella lotta contro la violenza di genere.

La consigliera evidenzia come Reggio Calabria si doti di uno strumento già previsto e utilizzato in altre realtà istituzionali, ma finora non adottato attraverso un analogo indirizzo dall’amministrazione cittadina.

“Il Comune non aveva mai pensato a portare avanti una cosa del genere, che è una cosa fondamentale e importantissima che esiste in tanti altri enti e che noi non avevamo ancora”.

Per De Blasio si tratta di un passaggio che va oltre il contenuto giuridico della delibera. Il Comune, attraverso il voto dell’assemblea, assume una posizione esplicita rispetto a uno dei fenomeni più gravi che colpiscono la società.

Maggioranza e opposizione unite: “Lo dobbiamo alle donne uccise e a chi vive la violenza in silenzio”

Uno degli elementi più significativi della discussione è stato il consenso unanime raccolto dalla proposta.

De Blasio ha ricordato l’impegno dei componenti dell’ottava commissione, appartenenti sia alla maggioranza che alla minoranza, sottolineando come il contrasto alla violenza sulle donne debba superare ogni divisione politica.

La consigliera ha quindi rivolto un pensiero alle vittime e a tutte quelle donne che ancora oggi vivono situazioni di violenza, spesso senza riuscire a denunciarle.

“Lo dobbiamo alle 97 donne uccise nel 2025, lo dobbiamo alle 34 donne uccise nel primo semestre di quest’anno, lo dobbiamo alle migliaia di donne che vivono a Reggio Calabria e che magari ancora devono denunciarla quella violenza e la vivono all’interno delle loro mura”.

Numeri richiamati dalla consigliera nel suo intervento, per sottolineare la gravità di un fenomeno che non riguarda soltanto i casi più estremi, ma anche le situazioni di sopraffazione e violenza domestica che spesso rimangono nascoste.

L’obiettivo dell’iniziativa è anche quello di trasmettere un messaggio alle donne che vivono queste condizioni: le istituzioni devono essere presenti, dalla prevenzione e dall’ascolto fino all’eventuale percorso giudiziario.

De Blasio ha inoltre voluto dedicare il risultato raggiunto alla memoria di Bruna Siviglia ed Elisa Gambello, ricordate per il loro impegno sociale e civile a favore della comunità reggina.

Il ringraziamento al sindaco Cannizzaro: “Dire con i fatti che la violenza non ha cittadinanza”

Nel suo intervento, Daniela De Blasio ha ringraziato pubblicamente il sindaco Francesco Cannizzaro per la sensibilità dimostrata fin dalle prime fasi dell’iniziativa e per il sostegno offerto al percorso che ha portato all’approvazione dell’atto.

Un riconoscimento esteso a quanti, all’interno della commissione e dell’amministrazione, hanno contribuito alla definizione della proposta.

La consigliera ha quindi rivolto un appello all’intero Consiglio comunale, richiamando il significato della scelta compiuta.

“Per dire con i fatti e non solo con le parole che la violenza contro le donne non ha cittadinanza in questa città”.

Una dichiarazione che riassume la volontà di dare al contrasto alla violenza di genere una dimensione concreta, attraverso strumenti amministrativi e giuridici.

Cannizzaro: “Siamo sempre stati dalla parte delle donne”

A chiudere il confronto è stato il sindaco Francesco Cannizzaro, che ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dalla consigliera De Blasio e dall’intera ottava commissione.

Il primo cittadino ha riconosciuto il merito del percorso portato avanti, sottolineando il valore di un risultato che considera particolarmente importante per l’amministrazione comunale.

“Noi siamo stati sempre da parte delle donne e questo atto, questa presa di posizione chiara e netta lo dimostra ancora una volta”.

Il sindaco ha quindi condiviso il significato dell’iniziativa, riconoscendo nell’approvazione unanime un segnale di responsabilità istituzionale.

Dall’atto di indirizzo ai processi: il prossimo passo del Comune

L’approvazione della delibera rappresenta il primo passaggio di un percorso che dovrà tradursi in atti e procedure operative.

L’indirizzo approvato prevede che il Comune possa valutare la costituzione di parte civile nei singoli procedimenti, dotarsi di una procedura interna per gestire le richieste e destinare eventuali somme riconosciute a titolo di risarcimento al sostegno dei centri antiviolenza e delle case rifugio del territorio.

Sarà quindi necessario dare seguito alla decisione del Consiglio, definendo le modalità attraverso le quali l’amministrazione potrà intervenire nei casi previsti.

Un voto unanime che segna una scelta politica precisa per Reggio Calabria: rafforzare l’impegno istituzionale contro il femminicidio e affermare che la tutela delle donne e delle famiglie delle vittime non può fermarsi alle dichiarazioni di solidarietà.

Con l’atto approvato dall’aula Battaglia, il Comune si prepara ad assumere un ruolo anche sul piano giudiziario. Una scelta che, nelle intenzioni dei promotori, dovrà contribuire a rendere più concreta la presenza delle istituzioni accanto a chi subisce le conseguenze della violenza di genere.

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