Sottosegretari Regione, affondo delle opposizioni: ‘Occhiuto pensi alla Calabria reale, non alle poltrone’
Falcomatà, Bruno e Alecci attaccano il governatore: “Grande sconfitta politica, basta fumo negli occhi. Servono risposte concrete su imprese, sanità e territori”
05 Ottobre 2026 - 15:50 | di Redazione

Le opposizioni fanno fronte comune sulla vicenda dei sottosegretari regionali e attaccano il presidente Roberto Occhiuto. Nel corso della conferenza stampa tenuta oggi a Palazzo Campanella, Giuseppe Falcomatà, Enzo Bruno ed Ernesto Alecci hanno contestato le scelte della maggioranza, tornando anche sul referendum e sulle risorse che potrebbero essere destinate ad altre misure.
Falcomatà: “Occhiuto impari da questa sconfitta politica”
Giuseppe Falcomatà riparte da una frase pronunciata dal governatore all’inizio della legislatura.
“Nel corso del primo Consiglio regionale il presidente Occhiuto ci aveva detto: ‘Non avete imparato dalle sconfitte’. Oggi restituisco a lui e al suo governo queste parole, trasformandole in un auspicio: che il presidente e la Regione imparino da quella che è una grande sconfitta politica”.
Poi il richiamo alla distanza tra la narrazione della Regione e le difficoltà quotidiane del territorio.
“Bisogna capire quali siano le necessità della Calabria reale, rispetto a quella patinata che invece viene descritta sotto il claim della ‘Calabria straordinaria’”.
Per Falcomatà, il nuovo scenario consentirebbe inoltre a Occhiuto di uscire da una situazione politicamente complicata, sia sul fronte degli equilibri della maggioranza sia rispetto all’ipotesi del referendum.
“Il presidente, in qualche modo, è anche fortunato, perché evita probabilmente qualche problema in più sull’allargamento della maggioranza e anche il rischio di un referendum con un’altissima probabilità di sconfitta”.
Il consigliere del Pd si sofferma quindi sulle risorse che, evitando la consultazione, potrebbero essere utilizzate per interventi contro il caro carburante.
“Si fa una bella figura rispetto alle proteste di questi ultimi giorni, dicendo che le risorse che sarebbero servite per il referendum vengono spostate sulle agevolazioni e sui ristori sul carburante. Ma è qualcosa che non risolve il problema”.
E aggiunge:
“Andando a vedere la platea dei beneficiari di questi 15 milioni, probabilmente le risorse che potrebbero toccare a una singola impresa non basterebbero neanche per un pieno di carburante. Sicuramente non risolve il problema, ma in qualche modo risolve diversi problemi di natura politica del presidente”.
Bruno: “La Calabria ha bisogno di risposte vere”
Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente, ricostruisce invece la battaglia avviata dalle opposizioni fin dall’approvazione della legge.
“La maggioranza e Occhiuto hanno portato in Aula una legge che allargava la Giunta e istituiva due sottosegretari. Noi a questa operazione ci siamo opposti fin dall’inizio, arrivando anche ad abbandonare l’Aula”.
La critica riguarda soprattutto le priorità individuate dal governo regionale.
“Dopo un mese, invece di affrontare la fragilità del territorio, la fuga dei ragazzi o la sanità, si andavano a moltiplicare quattro posti nell’apparato politico della Regione perché Occhiuto doveva in qualche modo far tornare i conti della sua maggioranza”.
Bruno ripercorre poi il contenzioso giudiziario.
“Abbiamo affrontato tutte le istanze giudiziarie con risorse nostre. Abbiamo chiesto alla Corte d’Appello di Catanzaro di consentire il referendum e la Corte ci ha dato ragione. Poi Occhiuto si è rivolto al Tar Calabria e anche lì non ha ottenuto la sospensione. Successivamente si è rivolto al Consiglio di Stato”.
Il passaggio successivo è fissato, secondo quanto ricordato da Bruno, al 15 ottobre.
“Il Consiglio di Stato dovrà intervenire definitivamente per stabilire se abbiamo ragione noi o il presidente della Giunta regionale”.
Da qui l’affondo sulle nuove iniziative legislative.
“Invece di dire ‘ho sbagliato’, oggi torna in Aula e revoca con un’altra legge quella che noi abbiamo impugnato. Nel contempo porta una seconda legge per sospendere il referendum”.
Bruno contesta anche questo passaggio:
“Secondo noi il referendum deve sospenderlo lui, perché è un suo provvedimento e non può coinvolgere il Consiglio regionale”.
Sul tema delle risorse, il giudizio resta netto.
“È un’operazione di fumo negli occhi. Non basta dire che si risparmiano i soldi del referendum. La Calabria ha bisogno di altro”.
Tra le misure indicate, interventi più incisivi sul costo dei carburanti e sulle difficoltà delle imprese.
“Servono provvedimenti strutturali. Questi sono i problemi veri e su questi dobbiamo dare risposte”.
La mozione delle opposizioni sulle proteste
Bruno annuncia quindi una nuova iniziativa unitaria.
“Presenteremo una mozione firmata da tutti e dieci e chiederemo che venga discussa come primo punto del Consiglio regionale”.
Al centro ci saranno le proteste delle categorie produttive e delle imprese.
“Dobbiamo dare risposte a centinaia di persone e aziende che hanno trascorso giorni al freddo e al gelo per dire che non ce la fanno più”.
Per portare subito il tema in Aula servirà il sostegno necessario.
“Ci vogliono venti voti. Mi auguro che la maggioranza ci consenta di discuterne, perché al di là della moltiplicazione dei posti in Giunta e dei sottosegretari, la Calabria ha bisogno di risposte vere”.
Alecci: “La Calabria merita un presidente che viva i territori”
Ernesto Alecci, capogruppo del Partito Democratico, allarga il ragionamento alla gestione complessiva della Regione.
“Nel governo della Calabria c’è grande disordine e soprattutto poca attenzione. Il presidente non era in Calabria, come spesso sta capitando negli ultimi mesi”.
Da qui il richiamo alla presenza sul territorio.
“Io credo che la Calabria meriti donne e uomini che vivano la Calabria, vivano i territori, vadano per le strade a sentire cosa soffrono la gente e le imprese”.
Alecci chiama in causa anche le prospettive politiche nazionali del governatore.
“Io auguro il meglio al nostro presidente, auguro di fare il segretario di Forza Italia, ma auguro ai calabresi un presidente che viva la Calabria e capisca quali sono i problemi”.
Il consigliere dem estende la critica anche alle scelte operate nella macchina amministrativa.
“Lo stesso argomento lo possiamo ritrovare nei direttori, nei dirigenti e nei commissari che molto spesso vengono nominati da fuori regione, così come negli assessori che non vivono stabilmente la nostra regione”.
Secondo Alecci, questa impostazione avrebbe prodotto “disordine amministrativo” anche nella gestione della vicenda dei sottosegretari.
“Abbiamo colto anche alcuni profili di legittimità nelle proposte di legge che oggi verranno portate in Consiglio regionale e che evidenzieremo durante la seduta”.
“Non si racconti che si risparmiano 7 milioni”
Alecci contesta poi il racconto legato ai costi della consultazione.
“Non ci piace l’analisi che si sta facendo di questa vicenda. Sembra quasi che si risparmino 7 milioni di euro del referendum per dare a chi ha più bisogno”.
Il punto, secondo il capogruppo del Pd, è l’origine stessa della vicenda.
“È stato proprio il presidente Occhiuto a voler nominare due assessori e due sottosegretari in più. Quindi delle due l’una: o decidi di spendere soldi per nuove poltrone oppure non puoi legare il referendum a queste risorse”.
Alecci insiste quindi sulla capacità dei cittadini di leggere i passaggi politici.
“Credo che il presidente stia sottovalutando la capacità critica e di analisi dei calabresi”.
E conclude con un attacco più generale alla linea del governo regionale.
“Noi vogliamo evidenziare che questo governo mira a utilizzare la Regione come trampolino di lancio per percorsi personali e crescite politiche, piuttosto che per risolvere veramente i problemi”.
Infine, il richiamo all’unità delle opposizioni.
“È bello vedere la minoranza tutta seduta insieme che, pur nelle sue diverse sensibilità, intorno ai problemi dei calabresi si ritrova unita”.
Le forze di minoranza annunciano anche emendamenti alle proposte in discussione, con l’obiettivo di fissare date e passaggi certi sulla vicenda del referendum e dei sottosegretari.
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