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Arghillà, Marino: ‘Dislocazione, così si supera il ghetto’. Poi l’attacco a Falcomatà e l’appello a Cannizzaro

Il presidente di 'Un Mondo di Mondi' boccia la strategia basata soltanto sulla rigenerazione del quartiere: “I servizi servono, ma non eliminano la causa del problema"

giacomo marino Arghillà

Cinque milioni di euro per intervenire su strade, illuminazione, scuola e bonifiche ad Arghillà. Misure positive, ma insufficienti se non accompagnate da una strategia completamente diversa sul fronte abitativo.

È questa la posizione di Giacomo Marino, presidente dell’associazione ‘Un Mondo di Mondi’, che torna sul disagio sociale del quartiere a nord di Reggio Calabria e rilancia una proposta portata avanti da anni. Superare progressivamente la concentrazione degli alloggi popolari attraverso l’equa dislocazione delle famiglie negli altri quartieri della città.

Una linea che l’associazione aveva già pubblicamente indicato nelle scorse settimane, chiedendo anche un confronto diretto con il sindaco Francesco Cannizzaro.

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Marino: “I 5 milioni non intervengono sulla causa del problema”

Marino parte dagli interventi annunciati per Arghillà.

“Gli aiuti in sé sono positivi, non possiamo dire che non lo siano. Ma questa strategia di rigenerazione non funziona se non va sulla causa del problema”.

Secondo il presidente di Un Mondo di Mondi, il punto centrale non sarebbe infatti esclusivamente la carenza di servizi.

“La causa vera è l’altissimo concentramento di famiglie con reddito molto basso. Quando si supera una determinata concentrazione – sostiene Marino richiamando gli studi di sociologia urbana – si crea un capitale sociale fortemente deprivato e il quartiere è destinato all’emarginazione”.

La tesi sostenuta dall’associazione è stata più volte collegata agli studi sul cosiddetto concentrated disadvantage: lo stesso Marino, negli ultimi mesi, ha richiamato lavori di sociologia urbana per sostenere che nei quartieri con una forte concentrazione di famiglie in condizioni di povertà gli interventi sui servizi, da soli, non sarebbero sufficienti.

Da qui la proposta di lavorare contemporaneamente su due fronti.

“Si può intervenire sull’emergenza del momento, ma nello stesso tempo bisogna costruire un percorso di equa dislocazione. È un progetto che richiede anni, quindi le due cose devono procedere insieme”.

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“Da quasi trent’anni si continua con la stessa strategia”

Il giudizio di Marino sulle politiche seguite ad Arghillà negli ultimi decenni è molto critico. Secondo il presidente dell’associazione, dalla fine degli anni Novanta sarebbero state investite ingenti risorse senza affrontare il problema alla radice.

“Rischiamo di fare sempre le stesse cose. Negli ultimi 27-28 anni si è sempre pensato di superare la problematica senza studiarla fino in fondo”.

Marino invita quindi la nuova amministrazione comunale a ricostruire anche la storia delle politiche abitative applicate a Reggio Calabria.

“Noi speriamo che la nuova amministrazione si fermi a studiare il problema, sia nella sua storia sia attraverso la scienza sociale e la sociologia urbana. Reggio ha già avuto esperienze di equa dislocazione che hanno prodotto risultati”.

Un precedente esiste. Uno studio dedicato alle politiche abitative e alle comunità rom in Calabria ricostruisce, tra gli altri, programmi di delocalizzazione realizzati a Reggio a partire dagli anni Novanta, con nuclei trasferiti in diversi quartieri della città.

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L’attacco a Falcomatà: “Sugli alloggi popolari settore quasi annullato”

Marino infine boccia la precedente amministrazione guidata da Giuseppe Falcomatà.

“Sui dodici anni di Falcomatà purtroppo non c’è stato dialogo. Noi abbiamo proposto più volte un piano di dislocazione per Arghillà”.

Marino riconosce però un elemento positivo.

“L’amministrazione Falcomatà ha portato avanti, anche se con tempi lunghissimi, la dislocazione della Polveriera. Questo bisogna dirlo”.

Il giudizio complessivo sulla politica degli alloggi popolari resta tuttavia fortemente negativo.

“Su Arghillà e sul resto non c’è stato dialogo. La politica degli alloggi popolari in generale è stata abbandonata totalmente e il settore è stato quasi annullato”.

Già durante la precedente amministrazione, Marino e Un Mondo di Mondi avevano avanzato pubblicamente richieste di ricollocazione delle famiglie di Arghillà, contestando anche alcuni provvedimenti relativi agli sgomberi del Comparto 6.

L’appello alla nuova amministrazione Cannizzaro

Con la nuova amministrazione comunale, un primo contatto c’è già stato.

“Abbiamo avuto un incontro con l’assessore Massimo Ripepi e speriamo di avere un confronto anche con il sindaco, perché è il capo dell’amministrazione e crediamo debba farsi carico direttamente della questione”.

Tra le priorità indicate da Marino c’è il rafforzamento del settore ERP, Edilizia Residenziale Pubblica.

“Speriamo che venga rinvigorito con nuovo personale. Senza personale è chiaro che qualsiasi politica degli alloggi resterà lettera morta”.

“Comprare case nei diversi quartieri invece di costruirne altre”

La proposta di Un Mondo di Mondi non prevede necessariamente la costruzione di nuovi complessi di edilizia popolare. La strada indicata da Marino è quella dell’acquisto di immobili già esistenti nei diversi quartieri di Reggio Calabria, utilizzando finanziamenti pubblici disponibili.

“C’è un vuoto abitativo molto elevato. Gli alloggi possono essere acquistati senza costruirne altri. L’acquisto consente ai Comuni di realizzare realmente l’equa dislocazione e di evitare nuovi concentramenti di redditi bassi”.

Una soluzione che, secondo Marino, troverebbe anche il favore di una larga parte dei residenti.

“Io penso che moltissime famiglie sarebbero felicissime di avere un alloggio in un altro quartiere della città”.

L’obiettivo sarebbe dunque quello di ridurre progressivamente la concentrazione abitativa di Arghillà, distribuendo i nuclei familiari sul territorio urbano e valutando successivamente destinazioni differenti per parte degli immobili oggi utilizzati a scopo residenziale.

“Arghillà non è un caso esclusivamente reggino”

Marino allarga infine il ragionamento oltre i confini cittadini.

“Non è un problema di Reggio Calabria. Situazioni di questo tipo esistono in tante città, da Chicago a New York, da Parigi a Roma, Palermo e Catania”.

Per il presidente di Un Mondo di Mondi, il punto resta quindi uno: Arghillà non può essere affrontata esclusivamente come un quartiere nel quale aumentare servizi e realizzare opere pubbliche.

“Negli anni Ottanta si è deciso di concentrare una quantità enorme di alloggi popolari in una zona isolata. È da quella scelta che bisogna partire per comprendere il problema”.

La richiesta alla nuova amministrazione è quindi di cambiare impostazione: continuare nel breve periodo gli interventi necessari su sicurezza, manutenzione, scuola e servizi, ma contemporaneamente avviare un programma pluriennale di equa dislocazione abitativa.

Per Marino è questa la strada da percorrere per evitare che, dopo milioni di euro e decenni di progetti, Arghillà continui a riproporre gli stessi problemi.

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