Emergenza dializzati, Falcomatà in Consiglio: ‘Sconfitta politica di questo governo regionale’
“Il rischio era stato segnalato, serve una soluzione definitiva” le parole del consigliere dem
05 Ottobre 2026 - 16:58 | di Redazione

L’emergenza dei pazienti dializzati di Reggio Calabria arriva nell’aula del Consiglio regionale. Nel corso della seduta odierna a Palazzo Campanella, il consigliere regionale del Partito Democratico Giuseppe Falcomatà è intervenuto sulla situazione che riguarda i pazienti fino ad oggi assistiti dal Centro Dialisi San Giorgio di Pellaro, che ha interrotto il servizio per la mancata conclusione del percorso di accreditamento.
Una vicenda esplosa nelle ultime ore con decine di dializzati arrivati al Pronto soccorso del GOM di Reggio Calabria e con la necessità di trovare soluzioni alternative per garantire la continuità delle terapie.
Falcomatà ha ricordato come il problema fosse stato già sollevato nelle precedenti sedute del Consiglio regionale.
“Dopo tanti mesi di attesa per il riconoscimento e l’accreditamento, il centro si è trovato davanti allo spettro di non poter più garantire le terapie ai pazienti che venivano trattati. In diverse sedute precedenti avevamo fatto presente proprio in quest’aula il rischio che si arrivasse a questa situazione. Siamo rimasti inascoltati”.
Falcomatà: “Esiste un DCA che attende di essere firmato”
Nel suo intervento il consigliere regionale ha richiamato anche il provvedimento indicato nelle scorse ore dalle associazioni dei pazienti e da Francesco Puntillo, coordinatore regionale Fintred.
“I cittadini e le associazioni che rappresentano questi pazienti sostengono che esista da quasi un anno un DCA che attende soltanto di essere firmato e che consentirebbe di evitare quello che purtroppo sta accadendo”.
Anche Puntillo, intervenuto questa mattina davanti al GOM, ha chiesto al presidente della Regione Roberto Occhiuto il riconoscimento del fabbisogno di 29 posti rene mancanti nell’ASP di Reggio Calabria, richiamando una delibera dell’Azienda sanitaria provinciale del 18 maggio 2018 e chiedendo l’inserimento del fabbisogno nella rete nefrodialitica regionale.
Pazienti distribuiti tra altre strutture
Falcomatà ha quindi posto l’attenzione sulle conseguenze per i pazienti, costretti a cambiare struttura e, in alcuni casi, a spostarsi fuori dal territorio comunale.
Secondo quanto emerso nella giornata di oggi, ai dializzati sono state prospettate soluzioni presso altri centri, tra cui quelli di Scilla e Melito Porto Salvo, mentre una parte dell’emergenza viene assorbita dal Grande Ospedale Metropolitano.
Una prospettiva contestata dagli stessi pazienti, molti dei quali hanno raccontato difficoltà di deambulazione, altre patologie e l’impossibilità di affrontare lunghi spostamenti più volte alla settimana.
“Chi conosce la dialisi – ha sottolineato Falcomatà – sa bene quali siano le difficoltà che devono affrontare questi pazienti”.
Il consigliere regionale ha posto l’accento anche sui disagi legati agli orari delle terapie e alla necessità, per alcuni pazienti, di affrontare turni serali o notturni.
“Serve una risposta definitiva”
L’appello rivolto in aula è quello di chiudere rapidamente una vicenda che, secondo Falcomatà, non può continuare a lasciare nell’incertezza decine di persone.
“Chiedo al presidente che finalmente si ponga fine a questa situazione di incertezza e che si possa dare una risposta definitiva”.
La richiesta si inserisce in una giornata particolarmente delicata per la sanità reggina. Questa mattina circa trenta pazienti dializzati si sono presentati al Pronto soccorso del GOM dopo l’interruzione del servizio del centro San Giorgio di Pellaro. I consiglieri comunali di centrosinistra hanno chiesto a loro volta un intervento urgente della Regione e del presidente Roberto Occhiuto per garantire la continuità delle cure e l’assistenza in prossimità del domicilio.
“La vicenda dei dializzati è una sconfitta politica di questo governo regionale” ha concluso il consigliere.
Una richiesta che adesso approda direttamente nell’aula di Palazzo Campanella, mentre resta aperto il nodo del riconoscimento dei posti rene necessari nel territorio reggino e di una soluzione stabile per i pazienti.
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