Suppletive, Toscano (DSP): ‘La politica ha perso. Vannacci? Pericoloso. Noi diciamo la verità’. E su Giannetta…
Il candidato di Democrazia Sovrana Popolare critica gli avversari e denuncia un sistema politico "chiuso": "Il programma degli altri è semplice: dateci una mano e poi qualcosa viene fuori"
14 Settembre 2026 - 12:46 | di Redazione

Francesco Toscano entra nella campagna elettorale per le suppletive della Camera nel collegio uninominale U05 di Reggio Calabria con un attacco frontale al sistema politico e agli altri candidati in corsa. Durante la conferenza stampa di presentazione, il candidato di Democrazia Sovrana Popolare ha puntato il dito contro l’astensionismo, la distanza tra cittadini e istituzioni e quello che definisce un meccanismo “feudale” della politica.
Secondo Toscano, la maggioranza dei cittadini non avrebbe perso interesse per il voto per semplice disattenzione, ma per una crescente sfiducia verso i processi decisionali.
“Non credo che esista un solo cittadino reggino convinto di andare a votare con entusiasmo per Roscioli piuttosto che per Giannetta o per Benedetto”, ha dichiarato Toscano, riferendosi agli altri candidati in corsa. “Credo semplicemente che ci ritroviamo in un momento storico in cui l’ottanta e il novanta per cento dei cittadini è completamente disinteressato all’agire politico”.
Toscano: “L’astensionismo nasce dalla sfiducia”
Nel suo intervento il candidato di DSP ha analizzato il fenomeno dell’astensione collegandolo alla percezione di un rapporto ormai deteriorato tra cittadini e politica.
“Quelli che ancora riescono a mobilitare degli apparati – ha spiegato – lo fanno perché questa è una terra dove chi controlla la leva pubblica dà da mangiare anche alle poche industrie private, e le poche industrie private sanno che possono campare solo tenendosi buono il pubblico”.
Per Toscano il risultato è una popolazione che “non si sente parte dei processi decisionali” e che, proprio per questo, “rifiuta persino di presentarsi alle urne per non farsi manipolare da un meccanismo che rigetta”.
Un sistema che, secondo il candidato, sarebbe difficile da modificare perché “sulla disillusione non si costruisce nulla”.
“Queste potrebbero essere le ultime elezioni per nuove forze politiche”
Toscano ha poi spostato il focus sul tema della legge elettorale e sul futuro della rappresentanza politica nazionale.
“La gente che pensa di difendere il sistema astenendosi dovrebbe ragionare su un aspetto: queste potrebbero essere davvero le ultime elezioni”, ha affermato.
Il candidato di DSP ha criticato l’ipotesi di aumento delle firme necessarie per presentare liste alle elezioni, sostenendo che si tratterebbe di una scelta destinata a penalizzare le forze non presenti in Parlamento.
“Stanno innalzando a 300 mila o 400 mila firme il numero minimo per accedere alle elezioni. Significa vietare a chiunque non sia già in Parlamento di poter partecipare e chiedere il voto”.
Secondo Toscano, questa scelta rappresenterebbe una “torsione autoritaria” e sarebbe legata alla volontà di “blindare una classe dirigente” già presente.
“Stanno facendo questo perché ci vogliono portare in guerra. Stanno blindando questa classe dirigente, compromessa con le strutture Ue e Nato, affinché non ci sia nel prossimo Parlamento nessuno che possa alzare un dito mentre noi finiremo dentro un conflitto potenzialmente nucleare”.
L’attacco ai programmi degli avversari
Durante la conferenza stampa Toscano ha criticato anche le proposte degli altri candidati alle suppletive, sostenendo che mancherebbe un’analisi delle cause profonde dei problemi del territorio.
“Sarebbe bello parlare di programmi, però il programma degli altri candidati mi pare molto semplice: dateci una mano che poi qualcosa viene fuori”, ha detto.
Per Toscano, nei programmi degli avversari non ci sarebbe una riflessione sulle ragioni della crisi economica e sociale del Mezzogiorno.
“Non vedo un’analisi sulle motivazioni della crisi, sul perché il nostro territorio continua ad esprimere una povertà endemica, sul perché la sanità è continuamente allo sfascio”.
Nel mirino anche la gestione politica della sanità calabrese. Toscano ha citato il tema del commissariamento regionale, sostenendo che l’uscita dal commissariamento annunciata in campagna elettorale dal presidente Roberto Occhiuto non avrebbe coinciso con un superamento del Piano di rientro.
“Non siamo usciti dal piano di rientro, per cui è stato solo un gioco delle tre carte”, ha affermato.
“La politica oggi non conosce più la politica”
Nella parte finale del suo intervento Toscano ha rivendicato la necessità di una politica capace di affrontare temi complessi.
“L’unica cosa che non serve in Italia oggi, specialmente nel Mezzogiorno, per fare politica è capire la politica”, ha dichiarato provocatoriamente.
Secondo il candidato di DSP, molti rappresentanti politici non avrebbero gli strumenti per affrontare questioni come economia e geopolitica.
“Quelli che si propongono di rappresentare il popolo non sanno nulla di quello che accade, non sanno nulla di geopolitica, non sanno nulla di economia e non riescono ad esprimere concetti che escano dalla banalità e dallo scontato”.
Il giudizio su Vannacci e sulla candidatura Giannetta
Toscano ha commentato anche la candidatura di Domenico Giannetta, sostenuto dal centrodestra e collegata al progetto politico di Futuro Nazionale guidato da Roberto Vannacci.
“Pensavamo che Vannacci potesse portare una ventata di novità, ma io non lo apprezzo. Non mi piacciono i generali in politica, li reputo pericolosi”, ha detto.
Secondo Toscano, anche quella candidatura sarebbe rimasta all’interno di logiche tradizionali.
“Chi candida questo grande rivoluzionario? Candida l’elemento più moderato di Forza Italia, Giannetta, strappandolo all’interno di una partita che si gioca completamente dentro il recinto degli apparati e delle persone che concepiscono una certa idea della politica”.
Le elezioni suppletive per il collegio uninominale U05 di Reggio Calabria si terranno il 27 e 28 settembre 2026. Oltre a Francesco Toscano sono candidati Fabio Roscioli per il centrodestra, Frank Benedetto per il centrosinistra e Domenico Giannetta per Futuro Nazionale.
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