Ponte sullo Stretto, Cannizzaro accelera sulle opere compensative: ‘Reggio deve portare a casa risultati’
Il sindaco: "Siamo già al lavoro, ho formalmente chiesto attenzione per la città". Poi l'affondo all'ex sindaco Falcomatà: "L'unica cosa che ha fatto per il Ponte è il ricorso, che poi ha anche perso..."
01 Ottobre 2026 - 11:44 | di Redazione

Il Ponte sullo Stretto torna al centro del dibattito politico a Reggio Calabria. E questa volta il punto non riguarda soltanto la realizzazione della grande infrastruttura, ma soprattutto ciò che il territorio potrà ottenere attraverso le opere compensative.
A rilanciare il tema è il sindaco di Reggio Calabria Francesco Cannizzaro, intervenuto nel corso di una lunga intervista ai microfoni di ReggioTv.
Il nodo è quello delle risorse e degli interventi collegati al Ponte. Nel corso dell’intervista è stato evidenziato il diverso approccio seguito negli anni dalle due sponde dello Stretto, con Messina che ha avanzato richieste per centinaia di milioni di euro e Reggio Calabria chiamata adesso a recuperare il terreno perduto.
Cannizzaro: “Sulle opere compensative siamo già al lavoro”
Cannizzaro sostiene che Palazzo San Giorgio abbia già avviato le interlocuzioni necessarie.
“Il tempo stringe ma noi siamo già al lavoro abbondantemente. Già in campagna elettorale ho incontrato il presidente della società Stretto di Messina, dottor Ciucci, e ho chiesto già un’attenzione per Reggio“.
Un’interlocuzione che, secondo il sindaco, ha cambiato forma dopo l’insediamento a Palazzo San Giorgio.
“Non ero sindaco e non l’ho potuto fare formalmente. Oggi sono sindaco e magari, chissà, l’ho fatto già formalmente e magari anche in questa direzione tra qualche tempo, non molto lontano, riusciremo ad attenzionare quelle che saranno le cosiddette opere compensative”.
Il tema è particolarmente delicato perché le opere compensative possono rappresentare uno degli effetti più concreti del progetto per i territori interessati dai cantieri: viabilità, infrastrutture, servizi e interventi capaci di mitigare l’impatto dell’opera.
Sul versante messinese il confronto istituzionale è già arrivato negli scorsi mesi al tavolo del Ministero delle Infrastrutture. Nel settembre 2025 il MIT, dopo un incontro con il Comune di Messina, Stretto di Messina e RFI, aveva indicato tra le priorità delle opere richieste dall’amministrazione comunale la riqualificazione della rete idrica e stradale e lo sviluppo di unità residenziali.
Il paragone con Messina
“Tantissime risorse a pioggia che ricadono sul territorio. Messina è stata molto più intelligente di chi mi ha preceduto e si è portata a casa tanti milioni che saranno spesi per infrastrutture, per vie d’accesso, per decoro, per strutture all’interno dell’area messinese”.
Il sindaco concentra quindi la critica sulla precedente amministrazione guidata da Giuseppe Falcomatà.
“L’unica cosa che ha fatto il sindaco Falcomatà per il Ponte è il ricorso, che poi ha anche perso perché pensava, diciamo, di bloccare l’opera, e il TAR ha dato torto a lui e gli ha fatto pagare alle casse del Comune 100.000 euro, a proposito di ponti”.
Si tratta, in questo passaggio, della ricostruzione fornita da Cannizzaro durante l’intervista.
Al di là dello scontro politico, la questione che si apre per Palazzo San Giorgio è soprattutto operativa: definire quali opere Reggio Calabria intenda chiedere, quali siano considerate prioritarie e attraverso quale percorso possano essere inserite nel quadro finanziario e progettuale collegato al Ponte.
Ponte sullo Stretto, a che punto è l’iter
Il percorso dell’opera, nel frattempo, è entrato in una nuova fase.
La delibera CIPESS n. 41 del 6 agosto 2025, con cui era stato approvato il progetto definitivo, non aveva ottenuto nell’ottobre successivo il visto della Corte dei conti. Tra i rilievi formulati dalla magistratura contabile figuravano questioni legate alla normativa ambientale europea, al rapporto contrattuale e al piano tariffario.
Nel corso del 2026 l’iter è stato quindi aggiornato. Il 27 maggio 2026 è arrivato il parere favorevole dell’Autorità di regolazione dei trasporti sul Piano economico-finanziario; il 4 agosto è stata approvata dal Consiglio dei ministri la nuova relazione sulle motivazioni imperative di rilevante interesse pubblico e il 6 agosto il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha espresso parere favorevole alla successiva fase della progettazione.
L’ultimo aggiornamento ufficiale è del 26 settembre 2026. Stretto di Messina ha annunciato che è pronto l’avvio della nuova istruttoria presso il CIPESS, passaggio che apre una nuova fase nell’esame del progetto.
Il costo complessivo indicato dalla società è attualmente di 13,532 miliardi di euro, finanziati attraverso risorse pubbliche e l’aumento di capitale sottoscritto dal Ministero dell’Economia.
La partita di Reggio sulle opere compensative
È in questo scenario che Cannizzaro vuole inserire Reggio Calabria. La questione delle opere compensative non è secondaria. Già il progetto sottoposto al CIPESS nel 2025 comprendeva un apposito elenco di interventi e il programma delle opere e dei servizi collegati alla realizzazione del Ponte.
Messina, inoltre, ha continuato anche successivamente a muoversi sul piano amministrativo. Nel luglio 2025 il Consiglio comunale aveva approvato, ad esempio, un atto di indirizzo per chiedere l’inserimento della tombinatura del torrente San Filippo tra le opere compensative.
Per Reggio si apre quindi una partita che riguarda non soltanto Palazzo San Giorgio, ma potenzialmente l’intera area metropolitana dello Stretto.
Cannizzaro indica l’obiettivo.
“Sul Ponte io sono molto ottimista, sono molto concreto e determinato quando dico concreto, perché sono determinato a portare a casa dei risultati di cui la città di Reggio e anche l’area metropolitana, soprattutto quella dello Stretto, dovrà necessariamente beneficiare”.
E conclude:
“Anche su questo ci stiamo già lavorando”.
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