Emergenza dialisi a Reggio, malati allo stremo: ‘Basta annunci’. Poi l’appello (in piena notte) al sindaco Cannizzaro
Si sono riuniti all'una di notte davanti al GOM: "Otto anni di promesse. Siamo disperati, i comunicati stampa non ci bastano"
26 Ottobre 2026 - 23:45 | di Vincenzo Comi

Otto anni di richieste, incontri in Prefettura, tavoli tecnici, promesse e provvedimenti attesi. Nel mezzo, decine di persone costrette a convivere con una malattia che impone trattamenti salvavita più volte alla settimana. E oggi, a Reggio Calabria, anche con turni di dialisi che terminano all’una di notte. L’emergenza dializzati continua. Nonostante l’annuncio della Regione Calabria sull’incremento di 10 posti rene, i pazienti attendono ancora risposte concrete sulla loro attivazione.
A ricostruire una vicenda che si trascina dal 2018, ai nostri microfoni e in piena notte, è il dottor Francesco Puntillo, coordinatore regionale di Fintred Calabria che denuncia ritardi, impegni rimasti sulla carta e condizioni di assistenza sempre più difficili.
Puntillo: “Nel 2018 mancavano 29 posti rene, poi diventati 38”

La ricostruzione parte da lontano. Ben prima dell’ultima emergenza, esplosa dopo la sospensione dei trattamenti al Centro Dialisi San Giorgio di Pellaro.
“È dal 2018 che è notorio il fatto che a Reggio Calabria mancano posti rene”.
Puntillo ricorda il lungo confronto avviato con le istituzioni, che aveva portato a individuare un fabbisogno preciso.
“Già nel 2018, dopo tutta una serie di interlocuzioni con il prefetto, con tanti tavoli tecnici in Prefettura, si era giunti alla conclusione di quantificare, attraverso un fabbisogno prodotto dall’ASP, una carenza di posti rene quantificata, come dicevo, in numero 29”.
Un documento che, secondo il rappresentante di Fintred, non ha mai trovato il necessario riconoscimento nella programmazione sanitaria regionale.
“Questo fabbisogno, tuttavia, non è stato mai reso integrato all’interno della rete nefrodialitica, cioè era un atto unilaterale dell’ASP che la Regione, nonostante le promesse fatte al tavolo prefettizio, non ha mai recepito come un documento ufficiale di ulteriore fabbisogno”.
La questione è arrivata anche davanti alla Commissione di vigilanza regionale. In quella sede, racconta Puntillo, sarebbe stata nuovamente riconosciuta la carenza, con la necessità di aggiornare i numeri.
“Hanno fatto i riaggiornamenti e questa quantificazione di fabbisogno da 29 addirittura è passata a 38”.
A quel punto sarebbe arrivato un nuovo impegno istituzionale.
“E all’epoca il direttore del Dipartimento Tutela della Salute, il dottore Tommaso Calabrò, si impegnò a nome del presidente Occhiuto a produrre un DCA che sarebbe stato immediatamente operativo. Noi quel DCA non l’abbiamo mai più visto”.
Dalla chiusura del centro di Pellaro alle dialisi notturne: il calvario dei pazienti
CityNow ha seguito nelle ultime settimane tutte le tappe dell’emergenza, raccontando le difficoltà vissute dai pazienti e dalle loro famiglie.
Già a settembre Fintred aveva denunciato le fragilità della rete territoriale: pazienti costretti a cercare un passaggio dopo l’indisponibilità di un medico, problemi tecnici alle apparecchiature e spostamenti verso altre strutture, in alcuni casi anche fuori dalla Calabria.
Il 5 ottobre la situazione è precipitata con la sospensione dei trattamenti presso il Centro Dialisi San Giorgio di Pellaro, a causa del mancato completamento del percorso di accreditamento. Circa 30 pazienti si sono così ritrovati senza il consueto riferimento per le cure, presentandosi al Pronto soccorso del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria.
L’ASP aveva prospettato il trasferimento nei centri di Melito Porto Salvo e Scilla, una possibilità contestata dai malati per le difficoltà degli spostamenti e la necessità di ricevere assistenza vicino al proprio domicilio.
Nei giorni successivi, il personale del GOM ha garantito le cure attraverso uno sforzo organizzativo straordinario. Il 7 ottobre, ad esempio, dodici pazienti sono stati trattati durante la giornata, mentre altri diciotto hanno ricevuto la dialisi nel turno dalle 21 all’una di notte.
Una risposta che ha consentito di assicurare la continuità dei trattamenti, ma che non ha eliminato i disagi.
L’8 ottobre, durante un vertice in Prefettura, sono state prospettate tre possibili strade: mantenere temporaneamente il terzo turno notturno al GOM, ricollocare alcune postazioni da Melito e Scilla e realizzare, nel lungo periodo, un centro dialisi territoriale nel capoluogo.
Soluzioni sulle quali Fintred ha espresso riserve, ribadendo che l’emergenza non può essere affrontata sottraendo risorse ad altri territori.
Il 10 ottobre il GOM ha inoltre annunciato, in collaborazione con l’ASP, un progetto straordinario per garantire i trattamenti fino alla definitiva ricollocazione dei pazienti. Ma a distanza di settimane, per molti malati, la quotidianità resta segnata dagli stessi problemi.
I 10 nuovi posti rene annunciati dalla Regione: “Abbiamo solo un comunicato stampa”
Il 19 ottobre è arrivato quello che sembrava poter rappresentare un primo passo verso la soluzione.
La Giunta regionale, su proposta del presidente Roberto Occhiuto, ha comunicato di aver autorizzato 10 posti rene aggiuntivi per l’ASP di Reggio Calabria, da attivare all’interno del territorio comunale.
Un incremento che, secondo quanto annunciato, non dovrebbe comportare riduzioni delle postazioni già previste negli altri centri della rete dialitica. Ma Puntillo chiede chiarezza, soprattutto sull’effettiva formalizzazione del provvedimento.
“Di quelle aspettative avute con la Regione che da 29 siamo scesi a 19 per poi arrivare a 10, abbiamo solo un comunicato stampa della Giunta regionale della Calabria, ma solo un comunicato stampa”.
Il coordinatore di Fintred insiste sulla necessità di avere un documento ufficiale.
“Dopodiché un atto ufficiale — che so, una pubblicazione sul BURC, una delibera della Giunta, un qualcosa di ufficiale che certifichi che c’è questa carenza di posti rene — ancora non è intervenuta”.
Una denuncia che riguarda la documentazione di cui l’associazione dichiara di non essere ancora in possesso, nonostante l’annuncio dell’approvazione da parte della Giunta.
“Quindi al momento abbiamo solo un’intenzione da parte del presidente della Regione Calabria Occhiuto, abbiamo una delibera di Giunta che non si sa dove è andata a finire, e di concreto non abbiamo nulla nelle mani”.
Per Fintred, anche il riconoscimento formale dei dieci posti rappresenterebbe comunque un risultato importante.
“Certo, certo che saremmo soddisfatti, perché certificare finalmente da parte dell’ASP e della Regione che c’è questa carenza di posti rene aprirebbe mille possibilità, sia nel medio termine che nel lungo termine”.
E aggiunge:
“Quindi questo documento è fondamentale per avere una risposta che possa soddisfare i malati”.
“I malati sono disperati. Fare dialisi di notte è ancora peggio”
Ma il tempo della burocrazia non coincide con quello dei pazienti.
Ogni giorno che passa significa affrontare nuove difficoltà, organizzare gli accompagnamenti e fare i conti con gli effetti fisici di un trattamento già particolarmente impegnativo.
“Le condizioni dei malati sono addirittura peggiorate, perché resistere a una settimana di dialisi già ti sfianca. Farla di notte è ancora peggio”.
Il problema non riguarda soltanto l’orario delle terapie. Al termine delle sedute, i pazienti devono anche trovare il modo di tornare a casa.
“Farla quando esci all’una di notte, non hai un servizio navetta che era stato promesso e non è stato neanche realizzato… la gente è veramente disperata”.
Da qui la decisione di organizzare un sit-in notturno davanti al GOM, previsto nella notte tra lunedì 26 e martedì 27 ottobre, in coincidenza con la conclusione delle sedute.
Una manifestazione pacifica per richiamare l’attenzione delle istituzioni, ma anche per mostrare concretamente le condizioni affrontate dai malati.
“Ecco, il sit-in di questa sera vuole rappresentare le difficoltà che si hanno a uscire all’una di notte e tornarsene a casa sconvolgendo famiglie, affetti e quant’altro”.
Puntillo parla di una situazione ormai al limite.
“Il nostro vuole essere un grido alle istituzioni”.
Anche il Garante dei diritti delle persone con disabilità della Regione Calabria, riferisce Puntillo, è intervenuto sollecitando una risposta rapida.
“Il Garante dei disabili della Regione Calabria ha preso posizione, ha scritto una lettera al Dipartimento Tutela della Salute, ha scritto per conoscenza all’ASP e ci ha mandato questo documento in cui chiede alle istituzioni di fare presto”.
La ragione è evidente nelle condizioni di salute delle persone coinvolte.
“Qui stiamo parlando di soggetti con gravissime disabilità, anziani, con mille comorbilità”.
L’appello al sindaco Cannizzaro: “Si attivi subito per il servizio navetta”
Nel corso dell’intervista, CityNow ha chiesto a Puntillo anche quale ruolo possa svolgere il Comune di Reggio Calabria per affrontare l’emergenza.
Il rappresentante di Fintred riferisce di aver appreso informalmente di un intervento del sindaco Francesco Cannizzaro durante un incontro in Prefettura.
“Noi sappiamo, per via di voci di corridoio, che il sindaco durante un incontro in Prefettura alla presenza dell’ASP di Reggio Calabria e del Dipartimento Tutela della Salute ha chiesto in maniera perentoria a entrambi gli attori istituzionali di trovare una soluzione per Reggio Calabria”.
Un’iniziativa che Puntillo giudica positivamente, ma alla quale non sarebbero seguiti risultati sufficienti a superare l’emergenza.
Tra le questioni più urgenti c’è il servizio navetta per i pazienti che escono dal GOM in piena notte.
“Sappiamo che il sindaco aveva messo a disposizione dell’ASP di Reggio Calabria dei servizi navetta, quantomeno per questi che fanno dialisi la notte, ma anche di questa storia del servizio navetta per i malati che fanno dialisi notturna non si è saputo più niente”.
Da qui una richiesta precisa al primo cittadino:
“Quindi se il sindaco magari nell’immediato si può attivare per ripristinare questo servizio che l’ASP ha sbandierato e di cui poi non si è saputo più niente, già sarebbe un passo avanti”.
Un intervento che non risolverebbe la carenza strutturale dei posti rene, ma potrebbe alleviare almeno una parte delle difficoltà quotidiane.
Reggio penalizzata rispetto a Catanzaro e Cosenza: i numeri di Fintred
Nella parte conclusiva dell’intervista, Puntillo solleva un’altra questione: la disparità nella distribuzione dei posti rene tra le principali città calabresi.
I numeri riportati dal coordinatore regionale di Fintred evidenziano, secondo l’associazione, uno squilibrio che penalizzerebbe il territorio reggino.
“Ecco, se vuole dire al sindaco di Reggio Calabria un’ultima cosa, di battersi perché Reggio Calabria sia equiparata alle altre città capoluogo di provincia calabresi, a Catanzaro e a Cosenza”.
Poi il confronto:
“A Catanzaro ci sono 144 posti rene distribuiti in 16 centri dialisi, a Cosenza ci sono 156 distribuiti in oltre 16 centri dialisi. Non si capisce perché a Reggio ci debbano essere 98 posti rene distribuiti in 6 centri dialisi, tutti fuori città tranne il GOM, che comunque non è una struttura che può trattare i cronici ma deve occuparsi solo degli acuti”.
Dati riferiti da Fintred, che rendono evidente la necessità di un confronto sulla programmazione sanitaria e sulla distribuzione territoriale dell’assistenza.
Otto anni di attese, ora servono risposte concrete
La prossima seduta del Consiglio comunale, convocata per martedì 27 ottobre a Palazzo San Giorgio, rappresenterà anche l’occasione per riportare all’attenzione dell’amministrazione cittadina una vicenda che non può essere considerata esclusivamente sanitaria. Perché l’emergenza dializzati riguarda anche la dignità delle persone, il diritto a ricevere cure vicino a casa e la vita delle famiglie chiamate ogni giorno ad assistere i propri cari. La Regione ha annunciato dieci nuovi posti. Fintred chiede che l’impegno sia formalizzato e che venga chiarito quando e dove saranno realmente attivati.
La domanda, dopo otto anni, rimane la stessa. Quanto tempo dovranno ancora aspettare i dializzati di Reggio Calabria per ottenere una soluzione stabile?
Nel frattempo, alle 21:00 si entra al GOM per la terapia. All’una di notte, quando il resto della città dorme, per questi pazienti comincia il viaggio di ritorno verso casa.
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